Le nozze di Barbara “Fatamadrina”

Puoi raccontare un po’ del tuo matrimonio?
Io e mio marito ci siamo sposati due volte. La prima ad aprile 2004, con una cerimonia civile intima nel Comune di Vimercate, solo noi e i parenti più stretti, celebrata soprattutto per semplificare le pratiche di registrazione di nostra figlia, che sarebbe nata di lì a pochi mesi. Niente partecipazioni (ovviamente, visto che abbiamo invitato tutti a voce), sacchetti di confetti realizzati da me con tulle verde oliva e nastro rosa, bomboniere di Villeroy e Boch acquistate da mia mamma, abito di Nicol Caramel accessoriato con cose che avevo già, scarpe splendide di raso color champagne che poi ho usato anche per la cerimonia religiosa, un bouquet di bacche e piccole infiorescenze. Il rinfresco è stato un pranzo presso un ristorante stellato della zona, dove avevamo scelto un menù degustazione particolare, ma la torta l’abbiamo comprata al supermercato.
La seconda volta ci siamo sposati a maggio del 2005, quando Eloise aveva nove mesi, con una cerimonia religiosa a Modena.

Come lo hai organizzato, lo stile. Aveva un colore dominante?
Siccome abitavamo in Brianza e avevamo la bambina piccola, ho cercato qualcuno su Modena che potesse aiutarmi. Allora in città c’erano soprattutto catering che facevano anche funzione di wedding planner, così mi sono rivolta a uno di loro, testato al matrimonio di un’amica. Ci siamo presentati con le idee molto chiare su cosa volevamo: un brunch informale e sui colori da usare azzurro e bianco con un tocco di giallo.  È stata un’esperienza un po’ frustrante a volte, perché la tendenza era sempre quella di cercare di riproporci il modello a loro più congeniale di rinfresco, con la scusa “si fa così, da queste parti”. Nonostante portassimo foto ed esempi, abbiamo dovuto combattere molto per far capire che le nostre esigenze non erano capricci assurdi.

Hai fatto tutto da sola? Dove hai trovato le tue ispirazioni?
Le nostre ispirazioni venivano sia dalle mie letture (leggo Martha Stewart Weddings e The Knot da moltissimi anni), sia da cose anche non matrimoniali che vedevamo in giro, ma soprattutto dai nostri gusti personali.

Le partecipazioni le hai fatte da sola?
Le partecipazioni le ho disegnate io (ancora in Freehand!) e fatte stampare in tipografia.

Le bomboniere: cosa hai lasciato hai tuoi invitati?
Come bomboniere abbiamo regalato dei semplicissimi tappi di spumante comprati in ferramenta, solo i testimoni e i genitori hanno ricevuto la versione in argento.  So che molti ospiti hanno storto il naso, ma per noi quel tappo aveva un significato preciso ed è tutt’ora un piacere vedere che gli amici usano quello stesso tappo quando aprono una bottiglia di spumante per festeggiare un evento. Un aneddoto divertente su come cambiano i tempi: volevo che le bomboniere fossero confezionate in scatole azzurre col nastro bianco, ad imitazione della scatola Tiffany. È stato impossibile farlo. Non ho trovato da nessuna parte (neanche a Milano) scatole azzurre lisce. La reazione inorridita di tutti (ingrossi di packaging inclusi) era “ma sono da battesimo” seguita da “non si può!”. Alla fine le alternative erano solo due: fare produrre le scatole su misura (in un lotto minimo di 1000 pezzi, che non mi servivano) o rassegnarsi. Così abbiamo scelto una scatola bianca con nastro azzurro.

E’ stato un matrimonio con tanti invitati o intimo?
Avevamo un numero ristretto di invitati (circa un’ottantina) potevamo permetterci certe libertà, quindi abbiamo apparecchiato per tutti ma non abbiamo previsto nessun piano delle sedute. Gli ospiti sono stati liberi di sedere dove volevano, cambiare posto, alzarsi, spostarsi sull’erba, quello che volevano! La musica consisteva di due playlist, una a tema ‘dinner’ e una a tema ‘dance’, che ho selezionato io e registrato su CD. In realtà non si è praticamente ballato, ma dopo il taglio della torta la musica più mossa è stata molto piacevole.

Avete scelto un agriturismo o la villa?
Il brunch è stato allestito nella dependance rustica di una villa che allora era affidata in esclusiva al catering. L’abbiamo scelta per la comodità logistica, perché aveva tanto spazio verde, volevamo stare all’aperto, e perché in caso di maltempo c’era comunque spazio al chiuso.

Sei arrivata in macchina, in carrozza, in ape?
Io e Max siamo arrivati con una classicissima berlina blu, la Lancia Thesis. Una macchina che a entrambi piaceva tanto, al punto che mi sono rifiutata di addobbarla con fiori o altro!

Il momento più bello della giornata?
Non so dire quale sia stato il momento migliore della giornata. Io ero molto tranquilla, quindi mi sono goduta tutto dall’inizio alla fine. La sensazione più bella è stata quella di poter stare seduti a chiacchierare con tutti i nostri amici al sole, con un venticello leggero. Splendido.

Se potessi cambiare qualcosa, cosa cambieresti? Sopratutto oggi che hai una grande conoscenza nell’ambiente wedding?
In tutta onestà, se dovessimo rifare tutto oggi probabilmente non cambierei molto. Certo avrei più insistenza nel fare valere le mie idee sulle pressioni dei fornitori, ma è anche vero che ora ci sono molti più fornitori e risorse per il tipo di matrimonio che avevamo in mente (che era un po’ rivoluzionario, al tempo).
Sicuramente mi affiderei comunque a un/a collega o a un catering molto ben strutturato a cui poter delegare tanto, la differenza la farei nella trattativa.

C’è qualcosa che è andato storto quel giorno?
All’epoca ci hanno fatto pagare per il rinfresco una cifra abbastanza fuori mercato, con la scusa che era una cosa ‘particolare’ e si sono permessi comportamenti che io non ho avuto il coraggio di sanzionare quanto meritavano. Uno fra tutti: sbaraccare e fare sparire ogni avanzo di cibo e bevande quando ancora metà degli ospiti erano presenti. Considerato che avevamo la location in esclusiva, e che il ricevimento è cominciato alle 13:00, è uno scandalo che alle 17:30 non ci fosse più una bottiglia d’acqua in vista. Il modo in cui il catering gestì al tempo la mia lamentela (molto pacata, in stile ‘te lo dico perché tu non ci faccia brutte figure in seguito’) fu maleducato e molto poco professionale. Salvo poi introdurre delle clausole rigide sugli orari nei loro contratti.

2018-04-03T14:51:26+00:00 marzo 6th, 2013|Grafica matrimonio|Commenti disabilitati su Le nozze di Barbara “Fatamadrina”

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